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Si dice che, ogni volta che un motociclista sale in sella al proprio destriero, insieme a lui salgono anche gli Angeli e i Diavoli. Questo è vero, rappresenta quel dualismo che rende questo modo di vivere così denso di emozioni, che a volte il cuore sembra voler saltare fuori dal petto, mettersi a correre e urlare.

Angeli e Diavoli

Quando un motociclista sale in sella, con lui ci sono anche gli Angeli e i Diavoli.
I Diavoli, che girano il polso in maniera così irrazionale e violenta, che lo schizzo di adrenalina ti arriva diritto al cervello senza passare dal via, lasciandoti per lunghissimi interminabili minuti i tremori!
Poi ci sono gli Angeli, che portano la voce e il volto di chi non è più con noi, le nostre paure, i nostri affetti e le nostre esperienze costruite sulle ossa rotte! Si, è vero, in moto si muore, capita… può capitare ad ognuno di noi. Ci si fa male, tanto male, ma quando la vita si trasforma in ricordi bellissimi, in attimi eterni, in risate così fragorose, da far tornare il sole anche in una fredda e piovosa giornata di Novembre…

Ecco, provate a guardare dei motociclisti,

loro, con quei caschi sgargianti, immersi in quelle tute di pelle da marziani. Tutti dei veri duri, che in strada non abbassa mai lo sguardo. Ma per un solo attimo, provate ad alzare quelle visiere scure da astronauti, sotto troverete occhi splendidi e gonfi di quelle lacrime in cui puoi annegare ed arrivare fino in fondo alla loro anima per vedere com’è candida.
Ora provate provate a guardare quei motociclisti senza caschi e tute, troverete al loro interno dei bambinoni innamorati della vita e dei week-end con bistecche e salsicce. Tutti veri duri ma che hanno ancora bisogno di un padre o di una madre che li prenda per mano quando la sorte inizia a giocare duro.

Fermatevi un attimo e parlate con uno di loro, fatevi raccontare un giro, un aneddoto, una curva, e perdetevi in quel meraviglioso sguardo che comincia a scintillare, nelle sue risate, nel sorriso che, spontaneo, stira gli angoli di viso e distende la fronte. Parlate con ognuno di loro e chiedetegli cosa sarebbe di lui se un giorno dovesse rinunciare a questa passione per sempre. Adesso preparatevi a sentire l’urlo del silenzio, a vedere quello sguardo di bimbo diventare lo sguardo di un marinaio, costretto a vivere a terra con il mare in vista..

In moto si muore, è vero, ma non esiste modo migliore per vivere il tempo che ci è concesso
E se ancora non lo avete capito lasciate perdere, non lo capirete mai….
Ma se un giorno, andando al mare con la vostra famiglia automobilisticamente corretta, dovesse sopraggiungere uno di noi e vedrete vostro figlio girarsi di scatto e salutare sbracciando come un pazzo, rinunciate a capire anche lui! Lui che nella sua incoscienza, vede in noi quella scintilla che voi non siete stati capaci di scorgere. E se vedrete il motociclista ricambiare il saluto, beh, non c’è nulla di strano sapete?
Tra angeli in terra ci si saluta sempre, ma questo, chi ha perso le ali, non lo ricorda..


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